Archivio del mese di luglio, 2008
Google rinviata a giudizio per contenuti pubblicati
Sappiamo che da una parte c’è il dovere di non favorire degli illeciti, dall’altra il dovere di rispettare la privacy.
Immaginiamo un postino che recapita un pacco, se questo contiene una lettera minatoria il responsabile non può essere di norma il postino o poste italiane.
Questo non vuol dire che possano esserci delle responsabilità quando l’illecito è palese, ad esempio il postino che trasporta un pacco a forma di mitra molto pesante senza notificare un potenziale rischio alle autorità.
In ogni caso nessuno metterebbe sotto sequestrto Poste Italiane per una lettera minatoria arrivata a destinazione.
Per i fornitori di servizi Internet vale lo stesso principio, altri ragionamenti sono assolutamente anacronistici e mettono nel ridicolo la legislazione e la magistratura italiana.
Pubblicato il: luglio 28th, 2008 under Free software in free world.
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Tracciamento impronte digitali e DNA
Chi mi conosce o legge il mio Blog sa che mi sono da sempre scagliato contro tecnologie di tracciamento internet o di Trusting Computing ma questo non esclude una mia opinione diversa su banca dati DNA e impronte digitali (bambini compresi, dall’età in cui sono in grado di delinquere).
Sappiamo che tutte le tecnologie sono fallibili, falsificabili e che una forte concentrazione di dati estremamente personali in un unico posto è piuttosto pericolosa.
Le impronte digitali sono un sistema di identificazione rapido e a basso costo per individuare ad esempio persone che si presentano ai commissariati con 30 nomi diversi.
Il DNA è uno strumento estremamente più potente ma relativamente ‘lento’ e costoso.
Sono daccordo sulle impronte digitali per tutti (compreso me e i miei figli), se poi qualcuno delinque (o danneggia le proprie impronte) si tracci anche il DNA.
Attenzione però a
1) modalità di raccolta
2) modalità di stoccaggio ovvero sì all’impronta/impronte in un microchip no a quella visibile all’esterno stile vecchia carta d’identità.
4) rigore assoluto nella gestione della banca dati centrale con procedure che diano a pochissimi in modo estremamente tracciato il diritto di accedervi.
5) divieto assoluto a chiunque di possedere archivi personali con tali dati di terzi (fatto salvo utilizzo proprio, ovvero io per accedere al mio PC ci tengo dentro le mie impronte)
Penso che, per le persone oneste il rapporto costi/benefici sia nettamente a favore del tracciamento (pur consapevole di tutti i rischi e dei tanti argomenti a sfavore che esistono).
La spesso citata frase di Benjamin Franklin “chi è disposto a sacrificare la libertà in cambio della sicurezza non merita né l’una né l’altra cosa” in questo caso non mi vede daccordo.
Teniamo conto che la libertà non è un bene assoluto, la convivenza e la pace oggi in gran parte è dovuta all’imposizione di regole che inevitabilmente limitano la libertà.
La libertà di ciascuno deve trovare spazio in mezzo alle libertà degli altri ne consegue inevitabilmente una serie di limitazioni da cui deriva la possibilità di un vivere ordinato e civile.
Pubblicato il: luglio 17th, 2008 under Free software in free world.
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Ballmer di Microsoft afferma che il futuro è tutto On-Line
Ballmer dice: ‘il mondo seguirà la filosofia del clic per eseguire, non del clic per installare o clic per configurare’
Fingiamoci anche in un mondo dove Internet non si intromba mai e la banda necessaria à sempre lì.
Diamo per buoni servizi che funzionano connessi-sconnessi tranquillamente, quando si sa che la cosa è fattibile solo in parte talvolta in determinate situazioni ci sono implicazioni per riallineamenti, conflitti, disallineamenti allucinanti ma fingiamo tali problemi non esistano.
M$ punta a far pagare poco (in futuro, adesso tanto) e sempre aggiornando continuamente il software in un mondo in cui il gestore va ’sposato’ perchè i suoi programmi sono interdipendenti.
Ma nel mondo c’è chi vuole comprare quello che gli serve, imparare ad usarlo, smettere di pagare, aggiornarsi solo se ritiene di ottenere un vantaggio da tale aggiornamento, passare a qualcosa di diverso se un altro fornitore ha qualcosa di meglio e interagire con lui.
Attualmente la seconda categoria è assolutamente dominante nel mercato e penso a lungo termine non sparirà … anzi, non siamo alla ricerca del passaggio da una dipendenza off-line ad una dipendenza on-line ancora più forte.
Ecco perchè i servizi on-line decollano molto molto lentamente caro Ballmer
Pubblicato il: luglio 11th, 2008 under Informatica in generale.
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Microsoft ha un futuro?
La domanda se la dovrebbero porre in tanti anche in tante altre aziende di software.
Per me Bill se ne va perché ora si comincerà a capire la vera situazione di M$, meglio che la faccia ce la mettano altri.
Abbiamo sistemi che funzionano e che la gente sa usare (in cui M$ spadroneggia, Windows XP, Office, VB ecc.) poi abbiamo servizi emergenti che la gente è disposta a pagare solo se li trova altamente indispensabili o è disposta a cedere un po di privacy per averli gratis (vedi Google e lì M$ ha davvero poco).
Poi abbiamo i servizi server che, nella stragrande maggioranza dei casi sono gestiti da tecnici che si aspettano motivazioni tecniche al cambiamento (a parte i ‘fedelissimi’ che comprano sulla fiducia, è un campo in cui le alternative oggi sono molto forti, ovvero M$ sempre presente ma con prospettive discutibili).
Con l’aumento della concorrenza (Linux, Openoffice ma non solo) i prezzi scendono perchè la gente comincia a capire che alternative esistono e funzionano.
In tutto questo scenario M$ abbandona il suo ‘core business’ e cerca di sfruttarlo come substrato per entrare nei settori in crescita, commercialmente ha un senso, ma se il cliente non fa quello che vorresti non devi prenderlo a schiaffi.
M$ sa che è difficile vendere la versione dopo se la gente è contenta di quella prima (vedi Office, Win, VB) ecc.
Ed ecco che spingono ad andare verso Vista, .NET, nuovo Office,
questo è sacrosanto se non fosse che lo fanno con quasi costrizioni commerciali, politiche di licenze allucinanti listini incasinatissimi con diecimila stratagemmi imboscati nelle licenze.
Il concetto che passa è chiaro, o ci date ancora soldi seguendo i ritmi di mercato che dettiamo oppure arrangiatevi (togliendo il supporto e la diffusione del programma precedente ecc..).
A questo punto il cliente dice ma se mi fai questo scherzo oggi perchè non dovresti farmelo anche domani?
M$ dovrebbe dire pochi listini, chiari, togliere le restrizioni, migliorare quello che c’è ovvero aggiornamento per XP in sole due versioni DeskTop e Server e costringere alla regolarizzazione i copioni e dare ai clienti quello che vogliono ovvero il supporto e continuare la vendita di XP del vecchio Office a un prezzo molto contenuto ecc.
Togliere i lacci e lacciuoli DRM, Thrusted Computing ecc., lo ’slalom tra i salami’ stile autogrill nell’accesso ai sistemi.
Colpo di scena? .. fornire 2000 Professional virtualizzato gratis! Con tanto di sorgente pubblico ma vietando i fork (così darebbe un ottimo rilancio al software Windows).
Per ora è solo riuscita a rendersi nemici i suoi sostenitori, presto li perderà … la gente non vuole Vista? … facile profezia difficilmente vorrà anche il Windows dopo…
Quando i bisogni sono soddisfatti la gente non è disposta a spendere per far piacere al venditore devi dare delle motivazioni vere al cambiamento.
E soprattutto non devi prendere a ceffoni chi fino ad oggi ti ha sostenuto!
Pubblicato il: luglio 4th, 2008 under Informatica in generale.
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