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Archivio del mese di giugno, 2009

Concorrenza e sofferenza

Se chiedete chi è incazzato con il proprio gestore Internet/Cellulare scoprite una folla.

Personalmente ho avuto disastri inenarrabili dai cambi di società di telefonia, anche se nel tempo ho speso sempre di meno e mediamente le cose vanno sempre un po meglio, ma valutare i contratti dei vari gestori è sempre più alienante e complicato.
La maggioranza dei miei amici/colleghi ha avuto altrettante esperienze disastrose spesso pagate a suon di euro, disconnessioni ecc.

Ritengo che il tutto sia il frutto del fatto che la telefonia/internet in Italia è un mercato in enorme concorrenza e (pur con qualche limite legato a posizioni dominanti o quasi) ha generato una lotta vera tra i vari fornitori, che devono litigarsi a suon di ribassi un mercato fondamentalmente di sostituzione.

Il primo problema per i gestori è vendere qualcosa più o meno allo stesso prezzo facendo credere costi enormemente di meno.
E fioriscono campagne con offerte fantasmagoriche dove uno che effettivamente si metta a calcolare costi, clausole ecc. si rende conto essere quasi sempre meno allettanti di quanto promesso.
Ancora peggio sono i contratti che io chiamo ‘tranello’ dove si punta sull’errore dell’utente (vedi ad esempio i contratti a consumo dove se uno esce dai tempi pattuiti viene spesso massacrato con tariffe da panico).

Ti do una linea ‘fino a 7 megabit’, è come dire ti do una bottiglia opaca che ti mostro solo in fotografia con ‘fino’ a 7 litri di vino, e chi mi garantisce che non sia quasi vuota?
I contratti sono allucinanti con clausole che ti impegnano delle volte per più anni o frasi ’sibilline’ in cui ti dicono che ottimizzeranno l’uso di banda, salvo poi farlo impedentoti di scaricare un Torrent o di fare del P2P (chissà perchè non lo scrivono mai chiaramente).
I  ‘call center’ sono spesso gestiti al risparmio con persone mediamente incompetenti, ho chiamato l’assistenza Tele2 per chietere come mai il news server non funzionasse più mentre tutto il resto nello stesso istante andava perfettamente, mi sono sentito rispondere di provare a scollegare tutti gli apparecchi di casa.
Ma costa così tanto ‘profilare l’utente’ così che se ti chiama un tecnico ti risponde un tecnico e non un deficente?

Per non parlare poi di chi ci gioca su, un commerciale Vodafone anni fa mi ha fatto credere di aver attivato una tariffa promozionale per il collegamento dati d’estate, salvo poi trovarmi una bolletta da più di 1000 euro (fortunatamente a fine mese ho controllato il conto altrimenti avrei pagato tutti i mesi fino all’estratto conto).

Che dire poi della società che mi ha offerto un contratto Telecom che ‘non è quello sul sito ma molto meglio’, chiedo di vedere il contratto da firmare e scopro che invece vogliono farmi sottoscrivere il contratto sul sito (con clausole molto meno convenienti di quelle dichiarate al telefono).
E’ Telecom giustamente dice sono dei subfornitori e non ne sa nulla (già… intanto il contratto lo avrei stipulato con loro).

Per non parlare dell’utenza domestica massacrata dai Dialer (fortunatamente oggi quasi scomparsi), ma se uno ha una bolletta di 100 euro e domani diventa 2000 se come gestore stai ancora zitto allora ne stai approfittando.

Magari i gestori seri con offerte serie ci sono, ma si pagano tutti vorrebbero il massimo spendendo poco e allora tutti a studiare clausole e postille.

Ma almeno alcune leggi le vorrei!
Obbligo di dichierare in pubblicità la banda garantita (e non la potenziale).
Quando l’importo degli addebiti supera del doppio l’importo abituale il cliente deve autorizzare la continuazione del servizio (salvo rinunciare con un contratto esplicito separato da quello generale).
Se pensi di limitare dei servizi devi dichiarare a priori quali.

Votare l’open source

Nelle ultime elezioni europee ho visto la candidatura di un amico con il quale ho una notevole concordanza di idee A.B. (ma la cosa si è ripetuta con un altro caro amico recentemente D.B. anche se su scala locale).
Mi sono trovato in grosse difficoltà, da una parte ci sta la fiducia assoluta per quanto concerne la causa di bevetti, open source ecc. dall’altra la notevole lontananza ideale dal partito con il quale si erano schierati.
La soluzione ‘di compromesso’ che ho adottato è stato votarlo ma non invitare altri a fare altrettanto (non so se ho fatto bene o male ma è quello che alla fine ho scelto di fare).

L’articolo principale è dove parlo di ‘informatici e rappresentanza’ l’ho scritto parecchio tempo fa qui .
Un altro articolo per certi versi collegato è il ‘popolo della rete‘.
Ne consiglio vivamente la breve lettura, riporto solo la conclusione
….Uno che rappresenti gli informatici (forse purtoppo), non potrà mai esistere, è una categoria in cui ciascuno vuole rappresentarsi da solo.

Entrambi gli amici rappresentano l’Open Source, la lotta per brevetti più liberi e tanto altro, personalmente sono in quasi completa concordanza con le loro idee sul tema.
Ma se fai parte di un partito quando voti, voti anche tutto il resto.
Poi, se anche fossi eletto, capita questo .

In definitiva ‘l’informatico’ difficilmente riesce a rappresentare temi specifici in un sistema come quello politico che opera su temi ‘generalizzati’.
In pratica se ti presenti come partito devi rappresentare tante altre posizioni, che magari non sono per nulla condivise da quelli che si schierano per il tema specifico.
Detta un po meglio con un esempio, i Lug radunano tutti quelli che hanno in comune le stesse posizioni o quasi su Linux e l’Open Source, ma posizioni magari completamente diverse su immigazione, spesa pubblica, sanità e mille altri temi.

In realtà il tema fa da padrone, ed è un tema trasversale. Se, per fare un esempio, siamo contro la pena di morte, trovo sbagliato creare il partito dei ‘contro pena di morte’, ma dobbiamo far emergere in tutti i contesti il fatto che la lotta alla pena di morte è un valore universale.
Come fare?

Penso al momento la soluzione migliore sia radunare su un sito, una mailing list o altro, un grosso numero di persone che la pensano nello stesso modo es. il ‘movimento dei no TC’ o lo stesso ‘movimento pirata’ (sul cui nome da sempre manifestato non poca perplessità).
Al momento delle elezioni si chiede formalmente ai candidati, magari in un convegno, cosa pensano dei nostri temi appoggiando chi si impegna a sponsorizzarli, sostenerli, promuoverli con atti concreti.

Quest’anno ad esempio ho fatto una prova, ho scritto sul mio sito personale cosa mi piacerebbe per la mia città, vi garantisco che non pochi candidati hanno letto le richieste, ho anche avuto delle posizioni di appoggio e comunque ho diffuso delle idee.
Anche così hanno un peso (per quanto minimo), avessi aggregato centinaia di sostenitori di queste idee nessuno avrebbe potuto ignorarle.
Allo stesso modo il Lug della mia città ha chiesto in modo ‘paritetico’ ai candidati a Sindaco una posizione ufficiale sul tema e qualcuno ha risposto (valuteremo poi i risultati in seguito).

Secondo me la strada è questa

Il mio Browser è il 20% più veloce del tuo

Tutti i giorni si sentono proclami di questo tipo per cui ogni gestore di browser cerca di richiamare gli utenti.

Ci sono gruppi di sviluppatori come ad esempio quelli di Opera, che sono pochi ma bravi ma questo non è certo un punto qualificante.
Intanto non è un software Open Source questo vuol dire che se lo può comprare e vincolare da un momento all’altro qualche grossa società.
Oppure possono comprarselo semplicemente per toglierlo da i piedi.

Qualche aumento di prestazioni anche significativo nella gestione delle pagine e nell’esecuzione degli script difficilmente percettibile dall’utente, non compensa per nulla il vantaggio dato dall’adozione di un software libero.

Non è libero IE non lo è Opera non lo è Safari non lo è Chrome (anche se esiste Chromium).
Di conseguenza la vera unica migliore alternativa resta Firefox.

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