Archivio del mese di dicembre, 2009
Il linguaggio di sviluppo ideale
I linguaggi per sviluppare software sono molteplici e ciascuno sviluppatore ha le sue preferenze/competenze.
Ogni produttore di ambienti di sviluppo cerca di tirare l’acqua al suo mulino vantando peculiarità di vario genere e cercando di specializzarsi in un determinato contesto, il problema di chi produce ambienti di sviluppo è come fare a guadagnare più o meno direttamente o creare in qualche modo una dipendenza.
A questo punto ho derivato questa riflessione, premesso che ciascuno da il peso che vuole a seconda delle situazioni ai singoli fattori, cosa dovrebbe avere il ‘linguaggio ideale’ dal punto di vista dello sviluppatore?
Ovvero la scelta di un linguaggio è stremamente condizionante per il futuro, di quali fattori tenere conto?
Io tengo conto principalmente di questi…
E’ Open Source?
Ha un buon tasso di produttività (inteso come rapporto tra tempi di sviluppo e qualità del risultato)?
Permette di scrivere l’algoritmo in modo chiaro e sintetico?
Genera dipendenze da componenti da acquistare?
Necessita di RunTime?
Permette di scrivere all’occorrenza indifferentemente codice open o closed?
Gira indistinamente lato server o lato client?
E’ multipiattaforma?
Permette l’agganciamento al massimo numero di database diversi?
Permette l’accesso alle interfacce (seriale o altre), e ai device (stampanti di sistema)?
Usa un runtime?
Se usa un runtime, è ’stabile’? ha dei ‘fork’ incompatibili?
Il programma risultante è sufficentemente rapido nell’esecuzione?
La versione successiva dell’ eventuale runtime è compatibile con la precedente?
Ha una sintassi semplice e leggibile?
E’ object-oriented?
Possiede tools per costruire graficamente le interfaccie?
Possiede tools per costruire graficamente le i report?
Ha un debugger integrato, semplice ed efficace?
Ha un buon parco routines?
Possiede un ambiente di sviluppo integrato (con editor, debugger ecc.)?
Per le installazioni/update ha un sistema semplice ed efficace?
Possiede una vasta comunità a supporto?
Possiede una documentazione completa con tutorials ed esempi?
Esistono all’esigenza aziende in grado di fornire supporto a pagamento?
Un linguaggio che fa tutto ciò non esiste e forse non potrà esistere, ma queste sono le cose a cui do peso quando devo operare una scelta.
In pratica valuto il problema e i pro e i contro di volta in volta, derivante da una scelta o un altra.
Pubblicato il: dicembre 30th, 2009 under Free software in free world.
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Si colpisce l’autore dei reati e non il mezzo, ma anche i mezzi devono collaborare
Come molti sanno da sempre auspico che l’autorità giudiziaria colpisca gli autori dei reati e non i mezzi attraverso cui si sviluppano.
Ritengo però che chi fornisce un mezzo di comunicazione debba comunque collaborare.
Cosi come non si colpisce Telecom se qualche deficente usa il telefono per fare telefonate minatorie.
Resta comunque una necessità di collaborazione in caso di reati sistematici tramite il mezzo offerto.
Spiego meglio, se uno mi manda delle lettere con contenuto esplosivo il colpevole è il mittente e non Poste Italiane.
Ma se questo comincia ad accadere spesso, deve essere possibile da parte dell’autorità giudiziaria chiedere a Poste Italiane di dotarsi di mezzi (quando e se esistono), per controllare in modo meno invasivo e lesivo della privacy possibile, se passano dei pacchi bomba.
Pubblicato il: dicembre 22nd, 2009 under Free software in free world.
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Più efficace abbassare le sanzioni ai Blogger
Sanzioni ai blogger che sbagliano? Meglio abbassarle.
Quando a fronte di norme come le attuali, per una svista involontaria di un qualsiasi piccolo blogger gli scaraventano addosso una causa pluriennale (come permesso dall’attuale normativa), nessuna persona di buon senso avrà mai il coraggio di farla applicare.
Se poi un zelante deficente la farà applicare, sarà un disastro per il malcapitato ma senza benefici per la società, solo costi.
Meglio inserire l’obbligo di rettifica, alla decima motivata richiesta di rettifica si sottopone al garante, se confermata la violazione si può procedere come ora.
Così non spaventa nessuno e fa causa solo chi se lo può permettere.
Pubblicato il: dicembre 18th, 2009 under Free software in free world.
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Linux è pronto per il Dektop?
Sento tante critiche a Ubuntu, in particolare all’ultima versione, non tutte immotivate.
Ma ecco che riapro la solita domanda per ‘riabilitarla un po’.
Ovviamente ne scaturisce la lotta tra le distribuzioni con ’scontri titanici’.
Al di la di tutto personalmente ricordo la Mandrake come la prima distribuzione con installazione ‘amichevole’ e riconoscimento dell’hardware accettabile.
Ubuntu l’ho scelta quando ancora non era capoclassifica, buon riconoscimento dell’hardware, meno ‘paciugatrice’ di Mandrake, derivazione Debian, buona la diffusione dei pacchetti deb.
Ubuntu ha poi fatto almeno un altro paio di salti avanti, un buon ‘upgrade’ e soprattutto l’auto-installazione dei componenti restricted.
In particolare è proprio questa parte che mi fa rispondere
Linux è pronto per il desktop?, Sì
Coloro a cui ho caricato Ubuntu sono tutti mediamente soddisfatti e quando avevano bisogno di qualcosa spesso risolvevano da soli.
Un utente inesperto con Ubuntu arriva mediamente a fare quello per cui usa un PC senza andare a linea comandi.
Critiche da fare a Canonical, l’adozione di cose non sufficientemente consolidate, è stato così con Compiz, con il Bluetooth, con Ext4, con il boot grafico, con Grub 2, l’auto-installazione delle chiavette ADSL, l’installazione Wubi ecc.
Non dico di tornare alla paranoia di Debian, ma forse ci vorrebbe un po più di cautela.
In ogni caso spesso crea ‘un precedente’ ed alla fine volenti o no, tutti gli vanno dietro.
E’ un merito, ma è anche un po pericoloso, penso che un distupgrade ogni 6 mesi sia troppo frequente.
Soluzione, quando esce la nuova versione di Ubuntu, aspettare almeno tre mesi, anche perchè si deve creare una ‘casistica’, il nostro supporto è Google, ma se siamo i primi a trovare i casini non troviamo nulla (vedi il problema che sto cercando di risolvere von Wubi).
Mi sono piantato in testa di usare Fedora, per il gusto di provare, ho trovato un Thunderbird beta (ma non volevo una beta), per vedere fonti restricted ho dovuto cercare per un pezzo altrimenti niente mp3 ecc.
Molte cose nel repository non le ho trovate e ho dovuto compilare ed uscire a linea comandi.
Magari ha delle qualità superiori rispetto ad Ubuntu, per esempio sulla sicurezza, ma lo deve installare senza dubbio un tecnico e soprattutto non lo consiglierei mai ad un amico inesperto.
Ecco, Ubuntu si diffonde perchè l’utente sa installarselo da solo, un utente ’standard’ (non tecnico) che installa Fedora, alla milionesima rinuncia (mp3 ecc.) finirà insoddisfatto e dirà. Linux è pronto per il desktop?, No
Quindi Ubuntu a mio parere farà anche errori ma indubbiamente ha molti meriti.
Un dubbio, oggi Ubuntu comincia per molti utenti a suonare un po come sinonimo di Linux, la cosa è un po pericolosa.
Un po di dietrologia, e se un giorno, che ne so, Google, piuttosto che Microsoft … decidessero di fare la spesa e comprare Canonical ?
Uscirebbero certamente dei fork, ma la cosa non mi piacerebbe molto.
Spero che qualche altra distribuzione mi convinca a cambiare … giusto per avere un po di sana concorrenza.
Pubblicato il: dicembre 14th, 2009 under Free software in free world.
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Linux, Fastweb e Kadu su Adunanza
Premessa, per chi non lo sapesse Amule Adunanza è l’ Emule Linux per gli utenti Fastweb (che per tutta una serie di situazioni non troverebbero nodi su quello normale, ma con la velocità di linea che hanno, hanno di che consolarsi).
Kadu è invece una rete senza server che si attacca ai nodi dei file confivisi dagli utenti, limita il tracciamento ma soprattutto non dipende da PC che di colpo possono sparire.
Ho sofferto a farlo funzionare, ecco come fare.
Dapprima Kadu mi dava sempre disconnesso.
A questo punto ho provato a reindirizzare dal router le due porte indicate nella configurazione del programma, ma con nessun risultato (il tasto di Verifica mi diceva OK, ma la cosa era poco consolante).
Provato su più PC, stesso risultato (anche per escludere il firewall di Fedora ho provato da Ubuntu, non si sa mai).
Ho quindi provato ad un ora buona, ‘5 di mattina’, risultato dopo qualche minuto Connesso, Firewalled con 0 amici.
Vista così ho pensato ‘va ma non conosce nodi buoni’, scarico la lista dei nodi, comincia a testarli tutti ma senza risultati.
Provo un altra strada, cerco nella rete globale files molto condivisi, ubuntu ad esempio, dopo un po che scarica premo il tasto di scaricamento da client noti, stesso risultato (premetto che penso che provando spesso prima o poi questo sistema avrebbe funzionato).
Tra i ‘googlamenti’ trovo un elenco di nodi piuttosto recente (file notes.dat da mettere nella cartella nascosta sotto la Home).
Qualche minuto e TADAAAA!!!! Connesso!
Attenzione la condizione di Firewalled è rimasta (quindi è un messaggio ininfluente in Adunanza).
Ho quindi richiuso le porte che avevo aperto in quanto altrettanto ininfluenti per Kad su Adunanza, e comunque anche in eD2k continuavo ad ottenere dei Low ID ugualmente.
Penso che il sistema giusto sia farsi passare il nodes.dat da un amico che ne ha uno che usa abitualmente.
Conclusione alla data di questo post in Fastweb Kadu con e2DK in Low ID e lo stato di Firewalled e nessuna porta reindirizzata sul router e senza toccare il Firewall di Fedora, va come una palla da schioppo.
Premetto che la riga di cui sopra se letta da qualche parte mi avrebbe risolto ore di esperimenti.
Pubblicato il: dicembre 14th, 2009 under Tecnica.
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Come ripescare dati da Wubi
Per chi non lo sapesse Wubi è una installazione molto facile di Ubuntu da Windows che crea non tocca le partizioni.
Premesso che spesso per risolvere i problemi di Wubi basta un chkdsk /r di Windows magari ripescando i file scomparsi dalla directory degli ‘orfani’ file… che viene creata.
Altrettanto premesso che Wubi sarà anche comodo, ma comunque è indubbiamente rischioso in quanto aggiunge rischi a Ubuntu, oltre che rallentarla.
Ulteriormente premesso che nel cercare la soluzione ho trovato una innumerevole lista di persone nel panico perché avevano perso tutto.
Come ripescare i propri dati se Wubi da Grub non parte più?
Wubi crea una directory sotto NTFS che contiene una copia del sistema, sembra una macchina virtuale.
Può succedere che a fronte di una serie di problemi nel Grub o nella partizione Win, Ubuntu non parta più.
La soluzione è semplice basta fare il boot da una live, ’sfogliare’ il disco NTFS così il sistema fa il mount del disco Win, si crea una directory in cui montare la partizione
sudo /mnt/wubi
Si monta la partizione
sudo mount -o loop /media/DiscoNtfsMontato/DirUbuntuWubi/disks/root.disk
Ora i vostri dati li sfogliate normalmente, tirate fuori tutto, disinstallate Wubi e fate una nuova installazione ‘decente’.
Pubblicato il: dicembre 14th, 2009 under Tecnica.
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Facebook ‘operazione trasparenza’
Facebook sta organizzando una revisione delle regole per meglio rispettare la Privacy.
Molti sanno che a mio parere Facebook e Privacy sono due concetti antitetici.
In ogni caso voglio dare qualche suggerimento per una bella ‘operazione trasparenza’.
Ogni 360 giorni accedendo l’utente vede una bella finestra ‘Facebook sa di te’ che descrive tutto quello che sanno di te in modo diretto ed indiretto, con in rosso le cose che possono essere vendute ad altri che eventualmente acquistano il profilo, una finestra semplice con un bel tasto ‘revoca’ per le informazioni che l’utente si pente di aver dato.
Penso perderebbero molti appassionati …
Pubblicato il: dicembre 4th, 2009 under Free software in free world.
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Fate scadere la parte del decreto Pisanu sul Wifi!
Mi unisco al coro di coloro che chiedono a gran voce di non rinnovare per l’ennesima volta il decreto Pisanu (parlo della parte relativa al Wifi).
Per chi non lo sapesse si tratta di adempimenti burocratici richiesti per poter fornire connettività wifi, di fatto cercando di identificare chi si collega.
L’effetto è stato che oggi il Wifi nei pubblici esercizi, nelle piazze ecc. è praticamente una rarità e chi lo fornisce spesso lo fa per ignoranza o a suo rischio e pericolo.
Molto più facile attaccarsi alla rete di qualche privato sprovveduto che non la protegge.
Quanti paragoni si potrebbero fare, aboliamo il telefono perché c’è chi fa le telefonate minatorie, aboliamo i coltelli perché c’è chi li usa per squartare persone, le autostrade perché si usano per spostare merce rubata ecc.
Ci si aggiunga che una normativa del genere sembra esistere solo in Italia e Dubai, neppure negli Stati Uniti (che di norma in chiave antiterroristica permettono di tutto) esiste una cosa del genere.
Per favore facciamo decollare il wifi anche in Italia, aboliamo questa parte del decreto Pisanu perchè fa più male che bene!
Pubblicato il: dicembre 1st, 2009 under Free software in free world.
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