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Archivio del mese di febbraio, 2010

Caso Vividown, tutti imbecilli tranne noi!

I vertici di Google sono stati condannati in quanto qualcuno ha postato le immagini del pestaggio di un disabile.
Chi legge i mie scritti sa che sono estremamente critico nei confronti di Google ma non in questo caso.
Già, ricordate quella barzelletta di quel tizio che sente alla radio di quello stupido che va contromano in autostrada e dice, fosse uno solo in quest’autostrada li vedo tutti contromano!
Ebbene sì, nessuno che si ponga il dubbio che forse gli unici imbecilli siamo noi (unici al mondo ad aver reagito in questo modo).
E’ sacrosanto il diritto per chi è leso di richiedere immediata rimozione di materiale infamante, e sacrosanto l’obbligo di chi ha pubblicato il materiale di rimuoverlo immediatamente e chiamare in causa chi ha fatto il post.
Ma pretendere che qualcuno vagli a priori i contenuti è una fesseria, fa saltare le logiche di ogni forum non moderato, di ogni social network, di youtube e di ogni sistema non moderato di pubblicazione di contenuti.

Per coerenza mi aspetto:
Che le televisioni mandino solo programmi in differita controllati a priori dai responsabili aziendali.
Che ogni telefonata che parte da una azienda venga ascoltata dal proprio responsabile.
Che chiunque intervisti qualcun altro lo faccia solo in differita, quello che dirà potrebbe essere lesivo di qualcuno, e il responsabile in questa logica sarebbe l’intervistatore.

Le ferrovie forniranno Internet sulle linee ad alta velocità

Mi permetto di pensar male, sono stato pendolare per anni.
Il problema delle ferrovie sono le innovazioni all’ italiana.

Prima personalizzazione, internet si paga (vergogna!).
Bastava fare un autenticazione via sms per risolvere i problemi burocratici e dare la linea gratis.

Ma soprattutto .. dato che a pensar male ogni tanto ci si prende, mi aspetto una qualità del servizio pari a quella che chiunque può verificare attaccando le cuffiette audio ad un qualsiasi treno FS predisposto.

Nasce l’ Ethic License

Premesso che ‘non di solo open source vive l’uomo’.
Tutto è nato quando ho cercato nel mio lavoro di concepire una licenza per il mondo closed source, essendo io sviluppatore e proprietario di numerosi sorgenti in ambito Windows.
Volevo creare un rapporto quasi fiduciario con la clientela, in modo che non si creasse un rapporto di sudditanza tra cliente e softwarehouse.
Ho concepito un meccanismo che sperimentato da un anno sembra ben funzionare.
Spesso le EULA si configurano come contratti dove tutto è dovuto al venditore e nulla all’acquirente.
Questo nuovo tipo di licenza (sul quale apro il dibattito), si propone come la più etica delle licenze closed, senza nulla togliere all’Open Source che è comunque sempre preferibile dove possibile.
Verrà un po riveduta e corretta sulla base del dibattito scaturito (non solo in questa sede), poi vedrò di consolidarla nella versione 1.0 e tradurre il tutto in inglese sul sito.
Il riferimento è il sito www.ethiclicense.com.

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