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Nasce l’ Ethic License

Premesso che ‘non di solo open source vive l’uomo’.
Tutto è nato quando ho cercato nel mio lavoro di concepire una licenza per il mondo closed source, essendo io sviluppatore e proprietario di numerosi sorgenti in ambito Windows.
Volevo creare un rapporto quasi fiduciario con la clientela, in modo che non si creasse un rapporto di sudditanza tra cliente e softwarehouse.
Ho concepito un meccanismo che sperimentato da un anno sembra ben funzionare.
Spesso le EULA si configurano come contratti dove tutto è dovuto al venditore e nulla all’acquirente.
Questo nuovo tipo di licenza (sul quale apro il dibattito), si propone come la più etica delle licenze closed, senza nulla togliere all’Open Source che è comunque sempre preferibile dove possibile.
Verrà un po riveduta e corretta sulla base del dibattito scaturito (non solo in questa sede), poi vedrò di consolidarla nella versione 1.0 e tradurre il tutto in inglese sul sito.
Il riferimento è il sito www.ethiclicense.com.

Commenti

Commento da Paolo Holzl
Inserito: 10 febbraio 2010, 06:49

Posto qui uno scambio di email con l’amico Alessandro Bottoni perchè penso possa essere di stimolo alla discussione

——–
Mah… riporto qui di seguito alcune considerazioni.

Ethic License Ver. 0.91

Il proprietario (titolare dei diritti sul programma).
* Può proteggere il programma con chiave hardware o software ma
senza inserire blocchi temporali.

Qui non posso essere d’accordo. I sistemi DRM non mi sembrano una
soluzione socialmente accettabile, neanche se limitati in vari modi.

* Deve rendere disponibile un manuale aggiornato (possibile
alternativa la formazione).

La legge EU ed IT prevede già da tempo, obbligatoriamente, il manuale in
lingua locale.

* Deve permettere l’accesso all’eventuale database in un formato
trasparente; i dati devono, all’occorrenza, essere esportabili senza
mediazioni.

OK

* E’obbligato a fornire i sorgenti all’ultima versione disponibile
in licenza GPL, qualora il programma non risultasse più acquistabile o
aggiornabile.

Ottimo! Questa è una grande idea!

L’acquirente.
* E’ autorizzato all’uso del programma limitatamente ai posti di
lavoro acquistati, in ogni caso può tenere copie del programma stesso ai
fini di backup ma non installate.

OK

* Acquisisce il diritto agli aggiornamenti gratuiti per un anno e
alla correzione degli eventuali bugs.

Il software non viene venduto e quindi normalmente non esiste in
concetto di garanzia. Tutto ciò che si ottiene, dalla possibilità di
usare il programma, agli aggiornamenti, al bug fixing è legato alla
licenza d’uso (che solitamente ha una scadenza temporale). Questo
concetto è quindi inapplicabile se non interviene prima una modifica al
concetto stesso di “acquisto di software”.

Poi, c’è un altro problema: chi decide quali sono i bug da correggere,
su quali basi lo decide e quali termini di tempo possono essere fissati
per il bug fixing? E se un bug risulta “non tecnicamente risolvibile”?

* Il mancato rinnovo della licenza mantiene inalterato il diritto
d’uso, perdendo quello agli aggiornamenti.

Mmhhh… non mi sembra applicabile. Vedi sopra.

* Può trasferire ad altri la propria licenza (in tal caso manuale e
formazione non sono dovuti).

Si, buona idea. Finora la cessione delle licenze tra privati non ha mai
avuto una regolamentazione chiara.

* Può richiedere modifiche al programma, l’implementazione di tali
modifiche è a discrezione del proprietario.

Vabbè, se non c’è obbligo, che cambia rispetto ad ora?

* Sebbene la licenza nasca proprio nello spirito di integrare il
costo delle modifiche nel canone; le modifiche scartate, se concordate,
saranno addebitate separatamente.

Questa non l’ho capita…

* Non può utilizzare il programma per compiere degli illeciti, nel
caso la licenza decade.

Per questo c’è già la legge ma… repetita juvant.

Il programma.

* Può accedere ad internet per verificare l’aggiornamento o
trasferire i dati forniti in fase di installazione, non può trasferire
invece informazioni inerenti le modalità di utilizzo del programma e
qualsiasi dato di profilazione personale.

Si, giusto. Quanto meno, l’utente deve essere avvisato e la sua
autorizzazione deve essere richiesta.

* Non può contenere alcun tipo di pubblicità o funzionalità ‘a
scadenza’ (fatti salvo loghi link e contatti del proprietario).

Non sarei così categorico. Piuttosto, dovrebbe essere permesso
all’utente di scegliere tra versioni ad-supported e versioni a pagamento.

——–

A questo segue una mia controreplica

——–
Ti ringrazio con la risposta come immaginavo ben argomentata.

Il 09/02/2010 09:59, Alessandro Bottoni ha scritto:
> Il proprietario (titolare dei diritti sul programma).
> * Può proteggere il programma con chiave hardware o software ma
> senza inserire blocchi temporali.
>
> Qui non posso essere d’accordo. I sistemi DRM non mi sembrano una
> soluzione socialmente accettabile, neanche se limitati in vari modi.
>

Penso di lasciarlo, è un difficile sistema di equilibri, se togli questo rischi che molti lascino perdere in partenza.
Potrei aggiungere ‘dve essere installabile indifferentemente su macchina fisica o su macchina virtuale’ e questo apre un enorme quantità di varchi e limita le chiavi hardware.

> * Deve rendere disponibile un manuale aggiornato (possibile
> alternativa la formazione).
>
> La legge EU ed IT prevede già da tempo, obbligatoriamente, il manuale in
> lingua locale.
>

E’ vero ma spesso è un alibi, un fogliettino che spiega le basi del programma di quattro anni prima.
Il piccolo di solito non lo fa proprio.
Magari potrei cambiarla in ‘manuale aggiornato che illustri tutte le parti del programma’.

> * E’obbligato a fornire i sorgenti all’ultima versione disponibile
> in licenza GPL, qualora il programma non risultasse più acquistabile o
> aggiornabile.
>
> Ottimo! Questa è una grande idea!
>

Sia chiaro, Open Source è il fine Ethic License il mezzo! Quì è la chiave di tutto, ma non lo posso dire.
(E’ quello che impedirebbe a Microsoft di dare XP o i precedenti sotto questa licenza, non potrebbe mai fermare la vendita).

> * Acquisisce il diritto agli aggiornamenti gratuiti per un anno e
> alla correzione degli eventuali bugs.
>
> Il software non viene venduto e quindi normalmente non esiste in
> concetto di garanzia. Tutto ciò che si ottiene, dalla possibilità di
> usare il programma, agli aggiornamenti, al bug fixing è legato alla
> licenza d’uso (che solitamente ha una scadenza temporale). Questo
> concetto è quindi inapplicabile se non interviene prima una modifica al
> concetto stesso di “acquisto di software”.
>
> Poi, c’è un altro problema: chi decide quali sono i bug da correggere,
> su quali basi lo decide e quali termini di tempo possono essere fissati
> per il bug fixing? E se un bug risulta “non tecnicamente risolvibile”?
>

Questa licenza non deve essere limitabile da una licenza d’uso.
Premesso che ritengo il bug fixing un problema anche etico, si potrebbe pensare ad un rimborso parziale del canone qualora il bug fosse dovuto al programma e non all’infrastruttura e non fosse risolvibile.
Per i contenziosi sui bugs ci sono sempre stati e ci saranno ancora.

> * Il mancato rinnovo della licenza mantiene inalterato il diritto
> d’uso, perdendo quello agli aggiornamenti.
>
> Mmhhh… non mi sembra applicabile. Vedi sopra.
>

Vuole essere un po la chiave di questa licenza, un punto importante è quello che non costringe l’acquirente al rinnovo e che costringe il proprietario del programma a cercare di soddisfarlo per non perderlo.

> * Può richiedere modifiche al programma, l’implementazione di tali
> modifiche è a discrezione del proprietario.
>
> Vabbè, se non c’è obbligo, che cambia rispetto ad ora?
>

E’ vero ma serve a spiegare ‘il meccanismo’, io sviluppo aggiorno tutti in quanto tutti mi sostengono, se non faccio abbastanza rischio di perdere i clienti.
Volevo chiarire bene il concetto.

> * Sebbene la licenza nasca proprio nello spirito di integrare il
> costo delle modifiche nel canone; le modifiche scartate, se concordate,
> saranno addebitate separatamente.
>
> Questa non l’ho capita…
>

Se vuoi i fiori sosa saltellanti in home page non aspettarteli compresi nel canone. Nel caso li paghi.
Effettivamente forse posso toglierlo è abbastanza scontato oppure scriverlo in modo diverso.

> * Può accedere ad internet per verificare l’aggiornamento o
> trasferire i dati forniti in fase di installazione, non può trasferire
> invece informazioni inerenti le modalità di utilizzo del programma e
> qualsiasi dato di profilazione personale.
>
> Si, giusto. Quanto meno, l’utente deve essere avvisato e la sua
> autorizzazione deve essere richiesta.
>

Sarei più drastico, voglio evitare l’effetto ‘Avanti avanti avanti’ su cui molti giocano.

> * Non può contenere alcun tipo di pubblicità o funzionalità ‘a
> scadenza’ (fatti salvo loghi link e contatti del proprietario).
>
> Non sarei così categorico. Piuttosto, dovrebbe essere permesso
> all’utente di scegliere tra versioni ad-supported e versioni a pagamento.
>
> JM2C
>

Non so, volevo evitare effetti di pubblicità surrettizia, esempio installazioni della Google Toolbar o Search Engine se installo un altro programma.

Posso postare le tue repliche nel mio blog oppure me le tengo per me?
In ogni caso sulle tue idee qualche modifica la faccio sicuro.

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