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Il software che NON volevo!

Quante persone che usano Chrome lo volevano installare?
E quante che usano Yahoo Search o Google Search?
Siamo allo scandalo delle installazioni indesiderate, sfido chiunque installi Google Hearth, ad esempio, a capire a priori che sta per installare anche Google Crome (ma sono installazioni che oramai compaiono anche installando altri prodotti).
Ci sarà anche scritto da qualche parte prima dell’installazione ma quasi mai in modo abbastanza evidente.
Fatto in questi termini il fatto che si tratti di abuso di posizione dominante è estremamente probabile.
In pratica si usa software gratuito ad alta diffusione per installare surrettiziamente software non richiesto.

Sarebbe ora che l’Unione Europea censurasse questi comportamenti intollerabili.

Caso Vividown, tutti imbecilli tranne noi!

I vertici di Google sono stati condannati in quanto qualcuno ha postato le immagini del pestaggio di un disabile.
Chi legge i mie scritti sa che sono estremamente critico nei confronti di Google ma non in questo caso.
Già, ricordate quella barzelletta di quel tizio che sente alla radio di quello stupido che va contromano in autostrada e dice, fosse uno solo in quest’autostrada li vedo tutti contromano!
Ebbene sì, nessuno che si ponga il dubbio che forse gli unici imbecilli siamo noi (unici al mondo ad aver reagito in questo modo).
E’ sacrosanto il diritto per chi è leso di richiedere immediata rimozione di materiale infamante, e sacrosanto l’obbligo di chi ha pubblicato il materiale di rimuoverlo immediatamente e chiamare in causa chi ha fatto il post.
Ma pretendere che qualcuno vagli a priori i contenuti è una fesseria, fa saltare le logiche di ogni forum non moderato, di ogni social network, di youtube e di ogni sistema non moderato di pubblicazione di contenuti.

Per coerenza mi aspetto:
Che le televisioni mandino solo programmi in differita controllati a priori dai responsabili aziendali.
Che ogni telefonata che parte da una azienda venga ascoltata dal proprio responsabile.
Che chiunque intervisti qualcun altro lo faccia solo in differita, quello che dirà potrebbe essere lesivo di qualcuno, e il responsabile in questa logica sarebbe l’intervistatore.

Le ferrovie forniranno Internet sulle linee ad alta velocità

Mi permetto di pensar male, sono stato pendolare per anni.
Il problema delle ferrovie sono le innovazioni all’ italiana.

Prima personalizzazione, internet si paga (vergogna!).
Bastava fare un autenticazione via sms per risolvere i problemi burocratici e dare la linea gratis.

Ma soprattutto .. dato che a pensar male ogni tanto ci si prende, mi aspetto una qualità del servizio pari a quella che chiunque può verificare attaccando le cuffiette audio ad un qualsiasi treno FS predisposto.

Nasce l’ Ethic License

Premesso che ‘non di solo open source vive l’uomo’.
Tutto è nato quando ho cercato nel mio lavoro di concepire una licenza per il mondo closed source, essendo io sviluppatore e proprietario di numerosi sorgenti in ambito Windows.
Volevo creare un rapporto quasi fiduciario con la clientela, in modo che non si creasse un rapporto di sudditanza tra cliente e softwarehouse.
Ho concepito un meccanismo che sperimentato da un anno sembra ben funzionare.
Spesso le EULA si configurano come contratti dove tutto è dovuto al venditore e nulla all’acquirente.
Questo nuovo tipo di licenza (sul quale apro il dibattito), si propone come la più etica delle licenze closed, senza nulla togliere all’Open Source che è comunque sempre preferibile dove possibile.
Verrà un po riveduta e corretta sulla base del dibattito scaturito (non solo in questa sede), poi vedrò di consolidarla nella versione 1.0 e tradurre il tutto in inglese sul sito.
Il riferimento è il sito www.ethiclicense.com.

Mac Prada

Sono un utente Windows, Linux e da poco, anche Mac.

Perchè la gente compra il Mac?
Ho letto un post in cui si dice ‘perché è la Ferrari dell’ informatica’.
Per me no, per me è il Prada dell’informatica (come esempio prestigioso di una griffe del lusso).

Il Mac è bello (spesso il più bello) ed è facile, è divenuto uno status symbol.
Frutto di una campagna di marketing strepitosa, prodotto dal design e dai materiali estremamente raffinati.
Entrate in un Mac Store, è una Butique, non un negozio di computer.

La confezione del prodotto è la sintesi di due parole FIGO e FACILE (rimando alla lettura del mio articolo ‘il software facile’).

Ci sta, ha un suo mercato, non lo avrei mai comprato semplicemente perchè è uno degli oggetti più closed sulla faccia della terra, se lo usi per farci un po di tutto finirai con il pagare anche l’aria che respiri.
L’ho comprato esclusivamente per sviluppare per l’Apple Store.

Chi ha comprato Prada non dirà mai di aver preso una fregatura, il suo prodotto riflette il suo status.
Chi ha comprato a Milano la borsa a 400 euro che ‘le Iene’ hanno dimostrato valerne 30, non si fa sconvolgere da questo.
Il Mac è bello, fa poco ma bene, deve fare poco, non puoi avere un sistema che fa tanto e darlo in mano a uno che sa poco.

Insomma il Mac esisterà finché esisterà chi compra prodotti griffati.
Oggi pure io ho un Mac, sono un gran figo (ma dato che ho un Mac Mini sono un po meno figo di quanto potrei essere).

Il linguaggio di sviluppo ideale

I linguaggi per sviluppare software sono molteplici e ciascuno sviluppatore ha le sue preferenze/competenze.
Ogni produttore di ambienti di sviluppo cerca di tirare l’acqua al suo mulino vantando peculiarità di vario genere e cercando di specializzarsi in un determinato contesto, il problema di chi produce ambienti di sviluppo è come fare a guadagnare più o meno direttamente o creare in qualche modo una dipendenza.

A questo punto ho derivato questa riflessione, premesso che ciascuno da il peso che vuole a seconda delle situazioni ai singoli fattori, cosa dovrebbe avere il ‘linguaggio ideale’ dal punto di vista dello sviluppatore?
Ovvero la scelta di un linguaggio è stremamente condizionante per il futuro, di quali fattori tenere conto?

Io tengo conto principalmente di questi…

E’ Open Source?
Ha un buon tasso di produttività (inteso come rapporto tra tempi di sviluppo e qualità del risultato)?
Permette di scrivere l’algoritmo in modo chiaro e sintetico?
Genera dipendenze da componenti da acquistare?
Necessita di RunTime?
Permette di scrivere all’occorrenza indifferentemente codice open o closed?
Gira indistinamente lato server o lato client?
E’ multipiattaforma?
Permette l’agganciamento al massimo numero di database diversi?
Permette l’accesso alle interfacce (seriale o altre), e ai device (stampanti di sistema)?
Usa un runtime?
Se usa un runtime, è ’stabile’? ha dei ‘fork’ incompatibili?
Il programma risultante è sufficentemente rapido nell’esecuzione?
La versione successiva dell’ eventuale runtime è compatibile con la precedente?
Ha una sintassi semplice e leggibile?
E’ object-oriented?
Possiede tools per costruire graficamente le interfaccie?
Possiede tools per costruire graficamente le i report?
Ha un debugger integrato, semplice ed efficace?
Ha un buon parco routines?
Possiede un ambiente di sviluppo integrato (con editor, debugger ecc.)?
Per le installazioni/update ha un sistema semplice ed efficace?
Possiede una vasta comunità a supporto?
Possiede una documentazione completa con tutorials ed esempi?
Esistono all’esigenza aziende in grado di fornire supporto a pagamento?

Un linguaggio che fa tutto ciò non esiste e forse non potrà esistere, ma queste sono le cose a cui do peso quando devo operare una scelta.
In pratica valuto il problema e i pro e i contro di volta in volta, derivante da una scelta o un altra.

Si colpisce l’autore dei reati e non il mezzo, ma anche i mezzi devono collaborare

Come molti sanno da sempre auspico che l’autorità giudiziaria colpisca gli autori dei reati e non i mezzi attraverso cui si sviluppano.
Ritengo però che chi fornisce un mezzo di comunicazione debba comunque collaborare.
Cosi come non si colpisce Telecom se qualche deficente usa il telefono per fare telefonate minatorie.
Resta comunque una necessità di collaborazione in caso di reati sistematici tramite il mezzo offerto.

Spiego meglio, se uno mi manda delle lettere con contenuto esplosivo il colpevole è il mittente e non Poste Italiane.
Ma se questo comincia ad accadere spesso, deve essere possibile da parte dell’autorità giudiziaria chiedere a Poste Italiane di dotarsi di mezzi (quando e se esistono), per controllare in modo meno invasivo e lesivo della privacy possibile, se passano dei pacchi bomba.

Più efficace abbassare le sanzioni ai Blogger

Sanzioni ai blogger che sbagliano? Meglio abbassarle.

Quando a fronte di norme come le attuali, per una svista involontaria di un qualsiasi piccolo blogger gli scaraventano addosso una causa pluriennale (come permesso dall’attuale normativa), nessuna persona di buon senso avrà mai il coraggio di farla applicare.
Se poi un zelante deficente la farà applicare, sarà un disastro per il malcapitato ma senza benefici per la società, solo costi.

Meglio inserire l’obbligo di rettifica, alla decima motivata richiesta di rettifica si sottopone al garante, se confermata la violazione si può procedere come ora.

Così non spaventa nessuno e fa causa solo chi se lo può permettere.

Linux è pronto per il Dektop?

Sento tante critiche a Ubuntu, in particolare all’ultima versione, non tutte immotivate.
Ma ecco che riapro la solita domanda per ‘riabilitarla un po’.
Ovviamente ne scaturisce la lotta tra le distribuzioni con ’scontri titanici’.

Al di la di tutto personalmente ricordo la Mandrake come la prima distribuzione con installazione ‘amichevole’ e riconoscimento dell’hardware accettabile.

Ubuntu l’ho scelta quando ancora non era capoclassifica, buon riconoscimento dell’hardware, meno ‘paciugatrice’ di Mandrake, derivazione Debian, buona la diffusione dei pacchetti deb.

Ubuntu ha poi fatto almeno un altro paio di salti avanti, un buon ‘upgrade’ e soprattutto l’auto-installazione dei componenti restricted.

In particolare è proprio questa parte che mi fa rispondere
Linux è pronto per il desktop?, Sì
Coloro a cui ho caricato Ubuntu sono tutti mediamente soddisfatti e quando avevano bisogno di qualcosa spesso risolvevano da soli.

Un utente inesperto con Ubuntu arriva mediamente a fare quello per cui usa un PC senza andare a linea comandi.

Critiche da fare a Canonical, l’adozione di cose non sufficientemente consolidate, è stato così con Compiz, con il Bluetooth, con Ext4, con il boot grafico, con Grub 2, l’auto-installazione delle chiavette ADSL, l’installazione Wubi ecc.
Non dico di tornare alla paranoia di Debian, ma forse ci vorrebbe un po più di cautela.
In ogni caso spesso crea ‘un precedente’ ed alla fine volenti o no, tutti gli vanno dietro.
E’ un merito, ma è anche un po pericoloso, penso che un distupgrade ogni 6 mesi sia troppo frequente.

Soluzione, quando esce la nuova versione di Ubuntu, aspettare almeno tre mesi, anche perchè si deve creare una ‘casistica’, il nostro supporto è Google, ma se siamo i primi a trovare i casini non troviamo nulla (vedi il problema che sto cercando di risolvere von Wubi).

Mi sono piantato in testa di usare Fedora, per il gusto di provare, ho trovato un Thunderbird beta (ma non volevo una beta), per vedere fonti restricted ho dovuto cercare per un pezzo altrimenti niente mp3 ecc.
Molte cose nel repository non le ho trovate e ho dovuto compilare ed uscire a linea comandi.
Magari ha delle qualità superiori rispetto ad Ubuntu, per esempio sulla sicurezza, ma lo deve installare senza dubbio un tecnico e soprattutto non lo consiglierei mai ad un amico inesperto.

Ecco, Ubuntu si diffonde perchè l’utente sa installarselo da solo, un utente ’standard’ (non tecnico) che installa Fedora, alla milionesima rinuncia (mp3 ecc.) finirà insoddisfatto e dirà. Linux è pronto per il desktop?, No

Quindi Ubuntu a mio parere farà anche errori ma indubbiamente ha molti meriti.
Un dubbio, oggi Ubuntu comincia per molti utenti a suonare un po come sinonimo di Linux, la cosa è un po pericolosa.

Un po di dietrologia, e se un giorno, che ne so, Google, piuttosto che Microsoft … decidessero di fare la spesa e comprare Canonical ?
Uscirebbero certamente dei fork, ma la cosa non mi piacerebbe molto.

Spero che qualche altra distribuzione mi convinca a cambiare … giusto per avere un po di sana concorrenza.

Linux, Fastweb e Kadu su Adunanza

Premessa, per chi non lo sapesse Amule Adunanza è l’ Emule Linux per gli utenti Fastweb (che per tutta una serie di situazioni non troverebbero nodi su quello normale, ma con la velocità di linea che hanno, hanno di che consolarsi).
Kadu è invece una rete senza server che si attacca ai nodi dei file confivisi dagli utenti, limita il tracciamento ma soprattutto non dipende da PC che di colpo possono sparire.

Ho sofferto a farlo funzionare, ecco come fare.
Dapprima Kadu mi dava sempre disconnesso.
A questo punto ho provato a reindirizzare dal router le due porte indicate nella configurazione del programma, ma con nessun risultato (il tasto di Verifica mi diceva OK, ma la cosa era poco consolante).
Provato su più PC, stesso risultato (anche per escludere il firewall di Fedora ho provato da Ubuntu, non si sa mai).

Ho quindi provato ad un ora buona, ‘5 di mattina’, risultato dopo qualche minuto Connesso, Firewalled con 0 amici.
Vista così ho pensato ‘va ma non conosce nodi buoni’, scarico la lista dei nodi, comincia a testarli tutti ma senza risultati.
Provo un altra strada, cerco nella rete globale files molto condivisi, ubuntu ad esempio, dopo un po che scarica premo il tasto di scaricamento da client noti, stesso risultato (premetto che penso che provando spesso prima o poi questo sistema avrebbe funzionato).
Tra i ‘googlamenti’ trovo un elenco di nodi piuttosto recente (file notes.dat da mettere nella cartella nascosta sotto la Home).
Qualche minuto e TADAAAA!!!! Connesso!
Attenzione la condizione di Firewalled è rimasta (quindi è un messaggio ininfluente in Adunanza).
Ho quindi richiuso le porte che avevo aperto in quanto altrettanto ininfluenti per Kad su Adunanza, e comunque anche in eD2k continuavo ad ottenere dei Low ID ugualmente.
Penso che il sistema giusto sia farsi passare il nodes.dat da un amico che ne ha uno che usa abitualmente.

Conclusione alla data di questo post in Fastweb Kadu con e2DK in Low ID e lo stato di Firewalled e nessuna porta reindirizzata sul router e senza toccare il Firewall di Fedora, va come una palla da schioppo.

Premetto che la riga di cui sopra se letta da qualche parte mi avrebbe risolto ore di esperimenti.

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