Tecnica di insegnamento e soccorso.
Scrivo questo testo per tutti gli istruttori di Windsurf che volessero imparare la tecnica che uso molto in particolare al Garda con il 'Peler'.
Il Peler può avere sfuriate di vento importanti inaspettate e se siete fuori con un gruppo numeroso occorre riuscire a portarli a riva.
In certi casi col Peler si può fare una lezione base in condizioni altrimenti quasi impossibili.

COSA INTENDO PER SUPERGRUPPE
Dal mio punto di vista quanto si portano al traino tre o più persone con il windsurf.

SCOPO
Utilissimo in operazioni di soccorso.
E'anche una tecnica per fare lezione a corsi di primo livello soprattutto in situazioni di vento forte.
In casi estremi anche con persone adulte che sbagliano spesso le traiettorie o in difficoltà.
Serve anche a tenere accanto bambini se si sono stancati durante una lezione a gruppi grossi senza abbandonare nessuno.
Ricuperare tutti assieme un traverso od una bolina quando il gruppo presenta segni di stanchezza (si continua con chi ce la fa gli altri seduti con la vela sulla poppa).
Formare alla corretta traiettoria della bolina.
In caso di rientro in soccorso il motoscafo è agevolato, basta legare il primo della fila e trainare tutti.

SCOPO PEDAGOGICO
Si usa ad esempio a impostare la corretta traiettoria di una bolina stretta, faccio notare che in questo caso il cavo è in bando, in pratica non trainiamo gli allievi ma li correggiamo se occorre.
Crea spirito di gruppo e ciascuno si sente responsabile verso gli altri ed è spronato a ricuperare eventuali cadute in fretta.
Imparano anche nelle prime lezioni a gestire una certa pressione sulla vela e a 'sventare' sotto raffica.
ATTENZIONE non bisogna abusarne, in situazioni di vento accettabile o fuori pericolo, in quel caso slegarli subito (magari lasciando il cavo collegato alla poppa ma slegato dalla prua successiva per rilegarli se occorre), la guida autonoma è sempre preferibile.
Molto comodo per spiegare orzata e poggiata facendo una 'biscia', tutti assieme rende il cambio di direzione chiarissimo.

PREPARAZIONE A TERRA
Per non avere difficoltà con gruppi grossi in particolare o di bambini, occorre una preparazione a terra.
Gli allievi devono ben conoscere la posizione base (senza mani sul boma ma sull'albero).
Se qualcuno cade tutti, (tranne l'istruttore che tiene in tensione i cavi quanto basta), devono tornare in posizione base.
La virata 180 DEVE essere chiarissima.
Si prende una tavola senza pinna oppure un simulatore, l'allievo deve mantenere la posizione base mentre fate ruotare la tavola in un senso o nell'altro aiutati da una cima attaccata alla poppa.
Questo servirà nei cambi di direzione dove l'allievo deve imparare ad assecondare la rotazione della tavola (che ruoterà da sola), con passettini.
I bambini in particolare molto spesso ruotano dalla parte sbagliata (ma con vele molto piccole magari funziona ugualmente), per cui questa cosa deve essere chiarissima.
Importante è anche spiegare come sfilare il boma se ci finisce dentro la poppa, ma solo i più grandi riusciranno a farlo.

REGOLE BASE
La prima regola è se qualcuno cade tutti devono tornare in posizione base.
La seconda vietato sorpassare chi è prima di te.

ALLESTIMENTO
Le tavole devono avere un occhiello a prua ed almeno una straps dietro.
Come istruttore prendo di solito almeno una vela da 6,7.
Se siamo in situazioni di salvataggio possiamo legare la parte davanti al piede d'albero e fare un 'cappio' tra pinna e poppa.
Ovviamente l'istruttore deve avere un numero di cavi sufficiente per legare tutti gli allievi ad una distanza superiore all'altezza del massimo albero.
Le tavole vanno posizionare a pettine nel bagnasciuga con la pinna in acqua.
Si collegano prua di una con la poppa dell'altra con 'gasse d'amante'.
Le vele più grandi DEVONO stare più avanti per limitare i rischi di sorpasso.
Esiste una deroga se una persona un po esperta di cui ci si fida sa gestire bene la navigazione senza scontrarsi con altri.
In caso di difficoltà avere una persona 'esperta' o che capisce meglio quello che dici nelle parti più lontane aiuta molto.

PARTENZA
A partire dai primi si porta la tavola in acqua, solo l'istruttore parte gli altri stanno in ginocchio sulla tavola possibilmente con la vela sottovento.
Appena il cavo è in tensione per tutti, tutti abbassano la deriva e si parte.
Segnalare sempre le raffiche insegnando a sventare far correggere assetto e posizione dei piedi.

LE MANOVRE
La strambata viene sempre senza problemi, ma se state facendo un ricupero di emergenza è da evitare per non perdere terreno sottovento.
La virata dipende dalle situazioni, con vento accettabile e magari il secondo che sa fare a orzare, viene ma attenzione soprattutto ai primi dopo di voi potreste passare molto vicino.
Con vento debolissimo rischiate che il secondo vi venga addosso prima di poter accelerare (il cavo può frenare la rotazione).
La soluzione è semplice, partite con la virata, velocemente sdraiate la vela sulla poppa, quattro o cinque bracciate come nel 'self rescue', vi rialzate e la chiudete.
Se fate così anche se non è elegante funziona sempre.

ASSISTENZA
Con gruppi grossi avere qualcuno in esterno che va a 'sgroppare casini' è utilissimo, se vedo un adulto, anche non del corso, in acqua talvolta chiedo aiuto.
Meglio ancora se si può contare su un motoscafo.
Nel 99% dei casi però sono costretto a gestirmeli da solo, per cui cerco di prevenire il problema.

PROBLEMI
Il problema principale sono i sorpassi, intrigo quasi certo, se poi una delle tavole si gira diventa un caos e se dovete intervenire, tutti con le vele in acqua potete perdere molto tempo.
Questo accade anche se durante la manovra qualcuno fa girare la tavola dalla parte sbagliata.
Altro problema, soprattutto con bambini e vele piccole, il cavo che in seguito ad una caduta finisce sopra la vela e va passato sotto.
Poi il boma che si incastra nella poppa, molte volte non riescono a sfilarlo e occorre un aiuto, dall'acqua è un po più facile.

SINTESI
Molte volte lezioni che perdereste per vento improponibile con corsi base le chiudete con successo.
Tornare con bimbi stremati dopo essere usciti con 5 bft ma che non sono mai andati tanto veloci in vita loro è impagabile.
Ben diverso dire 'oggi difficile che riusciamo a fare qualcosa' meglio dire 'oggi proviamo a spararci alla massima velocità'.

GIOCHINO CONSOLATORIO
Con i bimbi cerco sempre di chiudere con un gioco.
Se il vento è molto forte mi sono inventato la 'carrera messicana', caccio su un velone 7,5 o più, lego una tavola dietro senza piede d'albero e deriva.
Ne prendo su due per volta, si mettono in ginocchio e parto in planata con loro attaccati dietro, devono alzarsi in piedi.
Si divertono un mondo, quando uno cade l'altro cerca di aiutarlo a risalire e rafforza lo spirito di gruppo in particolare con i bambini.
Più uno è grande e più fa fatica e questo da molta soddisfazione ai più piccoli.
Serve da una parte a capire quanto veloci si può andare dall'altra a saggiare l'equilibrio degli allievi (con l' 'Ora' ci sono anche le onde).
Strambata e poi vado a prendere altri due un percorso al traverso a 8.
Se sono a fine lezione e viene una pacca di 'Ora' di colpo lo faccio sempre, e i ragazzini non vedono l'ora.