Perché un'azienda dovrebbe prendersi in carico qualcuno a qualche anno dalla pensione con magari 40 anni di informatica alle spalle?

E' un autocritica che faccio dopo 40 anni da informatico, uno splendido lavoro ma che vivo economicamente largamente insoddisfatto, al punto che a più di 60 anni mi sto ancora guardando attorno.
Certo a nessuno interesseranno più competenze Pascal, Clipper, VMS, MVS, ADA, LISP ecc. ecc. ma se hai vissuto l'evoluzione verso sistemi misti integrati restando sempre al passo, Open Source, Web, virtualizzazioni, PHP, CMS, sistemi collaborativi, IA, ha sicuramente un peso.

Il lavoro non è fatto solo di esperienza nel coding, capacità di padroneggiare l'ultimo software o linguaggio di scripting o di programmazione.
Un neolaureato ha una preparazione teorica di norma piuttosto buona su teorie innovative, recenti, capacità di coding, sicuramente meglio di un over 60, ha l'entusiasmo, la mente fresca, costa poco ma ...

... ma manca l'esperienza (l'averne vissute e viste di tutti i colori), la mia vita è fatta di problemi già affrontati che quasi sempre si ripropongono.
In primis l'esperienza dà la capacità di strutturare i dati e gli algoritmi, smembrare problemi complessi, pianificare l'intervento, quantificare il lavoro, decidere il lato giusto da cui affrontare le difficoltà, lavorare per obiettivi misurabili e tangibili senza disperdersi.
Capire quello che il cliente o l'azienda vuole e quello di cui il cliente o l'azienda ha bisogno.
Il neolaureato vorrebbe risolvere il problema contingente possibilmente 'a regola d'arte', ma non sa dare il giusto peso ai mille ostacoli e e quindi spesso finisce per fallire l'obbiettivo disperdendosi per risolvere aspetti magari marginali.
Uno con l'esperienza è abituato ai colleghi che passano e ti chiedono cose su mille argomenti diversi legati all'informatica, telefonia, domotica ecc. devi essere in grado di sapere la risposta, ma anche di sapere come sapere.
E questo sapere è fatto di conoscenza, di capacità di ricercare l'informazione magai con l'aiuto dell'AI ed una rete di colleghi/amici/conoscenze competenti che ti possono dare la giusta dritta.
E' quello che si chiama "problem solving" che dovrebbe essere l'effetto dell'esperienza per qualsiasi informatico qualificato.

Sono le esperienze che uno ha vissuto che portano al bagaglio teorico e alla capacità di orchestrare in modo consapevole gli strumenti che si hanno a disposizione.
Capire dove si deve essere vincolanti e dove si può tranquillamente scendere a compromessi.
I miei progetti non sono mai falliti, se non ero certo di portarli a compimento neppure li prendevo in carico, oggi se faccio la stima di un lavoro difficilmente la sbaglio.
Spesso poi si è magari circondati da persone del management non in grado di apprezzare la profondità di determinate scelte, ma che devono essere tenute al corrente.
E' un continuo cercare di esporre in modo semplice scelte spesso frutto di una valutazione complessa, cercando di allinearsi al livello di capacità dell'interlocutore.
Tutti vorrebbero imparare l'inglese in 10 minuti, chi ti insegna il massimo che può fare è trasmetterti e farti bastare solo quello di cui hai maggiormente bisogno, ed è quello che un informatico esperto deve saper fare con la direzione.

Personalmente ho preso in mano tanti progetti nel tempo falliti da altri, tutti per una errata analisi e strutturazione dei problemi, difficilmente per incapacità nella programmazione di chi li ha sviluppati.
Oggi il System Manager o il Software Manager è un direttore d'orchestra, questo non vuol dire che devi essere un ottimo pianista o violinista (se lo sei meglio).
Il più bravo pianista del mondo magari un'orchestra non la sa dirigere, oppure se deve suonare un pezzo per organo lo fa con il piano, perché é lo strumento che conosce, ma potrebbe non essere la soluzione corretta in determinate situazioni.
Un direttore d'orchestra deve saper delegare, può suonare qualche strumento ma deve per forza riuscire a delegare ad altri e integrarli.

Al neolaureato mancano poi i 'soft skill'.
Negli anni impari a relazionarti con il clienti e con i fornitori, con i colleghi, le maestranze è marketing e la capacità relazionale permette di mantenere un ottimo rapporto con i clienti o farlo degenerare.
Su questo ho visto progetti fallire per l'incapacità di gestire rapporti umani.
Saper gestire i giusti canali di comunicazione nel giusto modo rapportandosi ai giusti interlocutori con le parole giuste.

A questo punto il valore vero che posso aspettarmi da un 'over' è la capacità di insegnare e trasferire alle nuove generazioni queste capacità in appoggio.
Poi le nuove generazioni saranno loro ad assimilare queste esperienze, sicuramente in modo più efficiente che dovendo viverle a proprie spese.
Quante volte i colleghi mi interpellano per situazioni complesse, difficilmente la mia soluzione è legata ad una competenza tecnica specifica su un certo punto.
Nel mio caso spesso la soluzione è frutto dell'affrontare i problemi da una direzione differente o riuscire a scorporarli.

Ho passato la vita a risolvere problemi complessi ed oggi con l'IA ho aumentato a dismisura questa capacità.
Non sono un mero 'delegatore' di compiti, ma so che ho davanti enne strumenti che non si stancano delle mie continue domande.
Poi sta a me fare le domande giuste, capire quanto metterci del mio e quanto fidarmi del loro, capire come incrociare posizioni differenti per avere delle conferme o delle smentite.
Prendere e discriminare il buono che hanno realmente da darmi.

In 40 anni di informatica ho visto il mondo trasformarsi, dalla programmazione stand alone, alle prime interazioni con i modem, alla globalizzazione con Internet, oggi all' IA, nessuno ha più la scusa per essere isolato o non avere modo di documentarsi.
Le infrastrutture informatiche di oggi sono ultrapotenti, spesso amichevoli (per attirare gli incapaci, con non poche implicazioni), ma che celano insidie e complessità.

C'è chi si ostina a guardare i singoli problemi con il microscopio, oggi ci vuole un Macroscopio ... e su questo un over 60 penso faccia la differenza.
Puoi sempre prendere il miglior pianista che magari sa suonare anche la chitarra, ma se poi la tua orchestra suona male la colpa non è sempre la sua.