Siamo stati abituati a vedere l'Europa come una sovrastruttura che ci protegge. Un'infinità di norme che, nel tempo, hanno cercato di difendere i cittadini, magari con un'efficacia relativa e una buona dose di demagogia.

Ebbene, sfruttando il momento immediatamente precedente alle vacanze, è stata approvata, con un'aula semivuota, la proroga al 2028 del Chat Control europeo. Una proposta che in precedenza era stata ampiamente bocciata dall'aula. Modalità, a dir poco, discutibili.

Ma perché è così grave?

Qualcuno di voi avrà visto, ad esempio, su WhatsApp la dicitura: "Questa chat è protetta dalla crittografia end-to-end". Cosa significa? Che solo chi invia e chi riceve il messaggio può conoscerne il contenuto. È, di fatto, il concetto stesso di libertà di comunicazione.

Nei regimi totalitari questo non è consentito perché, in nome della sicurezza – la classica giustificazione – lo Stato deve poter intercettare le comunicazioni. Con gli attuali sistemi di screening automatico basati sull'intelligenza artificiale, questo significa demandare a degli algoritmi la generazione automatica di segnalazioni e liste di persone ritenute sospette.

Ovviamente il motivo dichiarato è sempre la sicurezza, in questo caso la lotta alla pedofilia. Chi considera questa norma un attacco alla libertà viene così facilmente tacciato di essere un difensore di pratiche abominevoli.

Come per i medicinali, ogni strumento può avere benefici ma anche effetti collaterali: la sua adozione dovrebbe dipendere da un'attenta valutazione del rapporto tra costi e benefici. Qui è come consentire di tenere un mitra in casa per difendersi da un potenziale topo. E se sei contrario, allora vieni accusato di favorire la diffusione dei topi.

È chiaro che i regimi totalitari vogliono poter controllare chat, email e ogni altra forma di comunicazione. Tutti i Paesi in cui Internet è limitato o censurato lo fanno per controllare l'informazione e la dissidenza. Internet, con tutti i suoi limiti, rappresenta oggi una delle più grandi forme di libertà.

Abbattere per legge il sistema che garantisce efficacemente la riservatezza delle comunicazioni non è solo una scelta liberticida nei confronti dei cittadini. È anche un rischio per l'Europa stessa, perché espone le comunicazioni dei propri cittadini a possibili sorveglianze e compromissioni da parte di soggetti esterni.

Mi auguro che questo provvedimento venga ritirato al più presto.

L'Europa dovrebbe essere un tutt'uno con gli Stati che la compongono: un'unica politica estera, una difesa comune, un'economia sempre più integrata.

Ma se questi sono i presupposti, gli antieuropeisti finiscono per trovare argomenti che rafforzano le loro posizioni.